Regime impatriati 2026: requisiti e tassazione al 50%

Il regime impatriati riduce le tasse a chi trasferisce la residenza fiscale in Italia: i redditi di lavoro prodotti in Italia, fino a 600.000 euro l'anno, sono tassati solo sul 50%, o sul 40% con figli minorenni. Servono almeno tre anni di residenza estera, un impegno a restare quattro anni e un'elevata qualificazione.
Questa guida riassume le regole del regime previsto dall'articolo 5 del decreto legislativo n. 209/2023, così come le descrive l'Agenzia delle Entrate. Per il quadro generale del lavoro tra Paesi diversi vedi la nostra guida al lavoro transfrontaliero.
TL;DR
- Vale per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia dal periodo d'imposta 2024 in poi.
- I redditi di lavoro prodotti in Italia, entro 600.000 euro annui, concorrono al reddito complessivo per il 50%.
- Con un figlio minorenne residente in Italia la quota scende al 40%.
- Servono almeno tre periodi d'imposta di residenza estera, sei o sette se si resta con lo stesso datore o gruppo.
- Durata: anno del trasferimento più quattro anni. Chi lascia l'Italia prima di quattro anni restituisce i benefici con gli interessi.
Chi può accedere
Secondo la scheda dell'Agenzia delle Entrate, il regime si applica quando ricorrono tutte queste condizioni:
- il lavoratore si impegna a risiedere fiscalmente in Italia per almeno quattro anni;
- non è stato fiscalmente residente in Italia nei tre periodi d'imposta precedenti il trasferimento;
- l'attività lavorativa è prestata per la maggior parte del periodo d'imposta in Italia;
- possiede i requisiti di elevata qualificazione o specializzazione dei decreti legislativi n. 108/2012 e n. 206/2007.
Riguarda i redditi di lavoro dipendente e assimilati e i redditi di lavoro autonomo derivanti dall'esercizio di arti e professioni prodotti in Italia.
Quanto si paga
| Situazione | Quota imponibile | Limite annuo |
|---|---|---|
| Regola base | 50% del reddito | 600.000 euro |
| Con figlio minorenne residente in Italia | 40% del reddito | 600.000 euro |
La quota del 40% vale se il lavoratore si trasferisce con un figlio minore, oppure se un figlio nasce o viene adottato durante il regime. In questo secondo caso decorre dal periodo d'imposta della nascita o dell'adozione e per il tempo residuo. Il minore deve essere residente in Italia.
La residenza estera "rafforzata"
Se in Italia si lavora per lo stesso soggetto per cui si lavorava all'estero, o per una società dello stesso gruppo, il periodo minimo all'estero si allunga:
- sei periodi d'imposta, se prima non si era lavorato in Italia per quel soggetto o gruppo;
- sette periodi d'imposta, se prima dell'espatrio si era già lavorato in Italia per quel soggetto o gruppo.
Per l'Agenzia appartengono allo stesso gruppo i soggetti legati da un rapporto di controllo diretto o indiretto e quelli sottoposti al controllo comune di un altro soggetto. È il caso tipico di chi rientra in distacco o resta dipendente della stessa multinazionale.
Durata e decadenza
Il regime si applica dall'anno in cui si trasferisce la residenza fiscale e per i quattro periodi d'imposta successivi. Se la residenza in Italia non viene mantenuta per almeno quattro anni, il lavoratore decade e i benefici già goduti vengono recuperati con gli interessi.
Per chi ha trasferito la residenza anagrafica nel 2024, il regime dura altri tre periodi d'imposta se il lavoratore è diventato proprietario della casa di abitazione principale in Italia entro il 31 dicembre 2023 e nei dodici mesi precedenti il trasferimento.
Compatibilità con altri regimi
L'Agenzia ricorda che il nuovo regime è compatibile con gli altri regimi di favore per chi si trasferisce in Italia, purché si rispettino i requisiti di ciascuno. Un esempio citato è il rientro di un ricercatore che svolge anche lavoro autonomo (risposta n. 16/2025). Esiste anche il regime dei neo residenti, con un'imposta sostitutiva sui redditi esteri di 300.000 euro l'anno per chi si trasferisce dal 2026.
Cosa cambia con il nuovo Testo unico
Il decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 2026, approva il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi. Chi pianifica un rientro nel 2027 dovrebbe verificare con un professionista come la disciplina degli impatriati è collocata nel nuovo testo e se ci sono modifiche ai requisiti.
Se stai valutando anche un trasferimento in altri Paesi, leggi le guide sul coordinamento UE della sicurezza sociale e il distacco e sui frontalieri in Svizzera dal 2027. Per una prima analisi del tuo caso prova lo Snapshot Relomatrix.
FAQ
Quanto si risparmia con il regime impatriati?
I redditi di lavoro prodotti in Italia, entro 600.000 euro l'anno, concorrono al reddito complessivo solo per il 50%. Con un figlio minorenne residente in Italia la quota imponibile scende al 40%.
Quanti anni bisogna aver vissuto all'estero?
Almeno tre periodi d'imposta senza residenza fiscale in Italia. Se si lavora per lo stesso datore o per lo stesso gruppo dell'estero, servono sei periodi, o sette se prima dell'espatrio si lavorava in Italia per quel datore o gruppo.
Quanto dura l'agevolazione?
Si applica dal periodo d'imposta del trasferimento e per i quattro successivi. Chi non mantiene la residenza in Italia per almeno quattro anni perde i benefici e deve restituirli con gli interessi.
Serve una laurea?
Serve possedere i requisiti di elevata qualificazione o specializzazione indicati dai decreti legislativi n. 108/2012 e n. 206/2007.
Come si dimostra la residenza estera per un cittadino italiano?
Secondo l'Agenzia delle Entrate, il cittadino italiano si considera residente all'estero se è stato iscritto all'AIRE oppure se ha avuto la residenza in un altro Stato in base a una convenzione contro le doppie imposizioni.
Fonti
Consultate il 4 novembre 2026.
- Lavoratori impatriati, nuovo regime dal periodo d'imposta 2024 (Agenzia delle Entrate)
- Agevolazioni per chi trasferisce la residenza in Italia (Agenzia delle Entrate)
- Decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, Testo unico delle imposte sui redditi (Gazzetta Ufficiale)
Informazioni di carattere generale, non consulenza fiscale. Verifica il tuo caso con l'Agenzia delle Entrate o con un professionista.